Nemmeno il tempo di presentarsi e abbiamo già una domanda a cui rispondere:

Viste la película?” Gli rispondiamo di sì, e subito ci congratuliamo. Indossa una sciarpa di flanella verde scuro, dei blue jeans e una maglia polo. Porta i capelli corti, che risaltano occhi scintillanti di tensione. Parliamo del suo personaggio, Elder. Gli chiedo quale è stato il percorso che lo ha portato ad esordire al Festival del Cinema di Venezia a ventun anni. Lui sfoggia un sorriso ampiamente bianco e mi risponde tutto d’un fiato:

Io non ho fatto nessuna scuola di teatro, ho finito le medie e sono andato a lavorare perché se vivi nei quartieri popolari di Caracas si impara a vivere facendo, non leggendo. E non è che io odi chi ha la possibilità di studiare, semplicemente dovevo aiutare la mia famiglia! Lorenzo (Vigas) mi ha conosciuto perché lavoravo in un taller, rimettevo in sesto macchine scassate, proprio come quella che Elder si compra nel film! Adesso però che ho fatto questo film potrò comprarmi una bella auto e  pagare le cure a mia madre, che non sta tanto bene… E comunque non credo di avercela fatta solo perché il mio primo film è in concorso qui. Io credo nell’impegno quotidiano, voglio migliorarmi sempre di più perché il mio talento possa crescere fino a quando non verrà riconosciuto anche dai migliori del settore.

Lui è Luis Silva, l’esordiente venezuelano di “Desde allá”, opera prima di Lorenzo Vigas, premiata a sorpresa con il Leone d’oro all’ultima Mostra di Venezia.

Il film “Desde allá” ha vinto il Leone d’oro al Festival di Venezia. Non capita spesso che a vincere sia un’opera prima. Come ci si sente?
Sono molto felice che il film abbia vinto il Leone d’oro, ed è anche il primo film in lingua spagnola a riuscirci. Ringrazio Dio per avermi dato l’opportunità di vivere questo momento. Sono molto contento del successo del film.

In quali aspetti di Elder ti rivedi?
Beh…credo che Elder sia un ragazzo al quale piace raggiungere i suoi obiettivi sotto qualsiasi circostanza. Così sono io, sono una persona che giorno per giorno lotta per ciò che vuole, anche se lui preferisce delinquere. Io preferisco lavorare. Questa è la differenza.

Com’è stato lavorare con Lorenzo Vigas?
Lavorare con Lorenzo è stato un onore, e gli devo tutto. Sento che farà molti altri film. Possiede una capacità di dirigere i suoi attori come se volesse farli sentire a proprio agio. E questo è molto importante.

Qual è stata la scena più difficile da girare?
La scena più difficile da girare per me è stata quella dove dovevo gemere. Mi sentivo spaventato e in imbarazzo.

Il film mostra come le emozioni umane spesso vincano la nostra volontà. Che ne pensi?
Quando le emozioni umane non riescono a toccarci in nessun modo, a volte, ci rifiutiamo di sentire quello che proviamo realmente, per vergogna o per altro Alla fine, però, ci sconfiggono perché non abbiamo alcun controllo sulle emozioni che ci prendono di più.