In un supermercato di un’anonima catena che fa eco al “Wallmart” americano, i prodotti vivono, parlano, si amano e rendono grazie agli esseri umani nella speranza di essere scelti e portati a casa dai consumatori stessi. Frank, il protagonista, è una salsiccia innamorata della pagnottina Brenda – ammicco ammicco – che scopre l’orribile destino che attende la sua gente al di là delle porte scorrevoli del supermercato e nelle case degli umani.
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Toccherà al piccolo wurstel raccontare la verità e salvare così le persone amate da un crudele destino. Ora, immagino avrete dedotto dalla trama apparentemente assurda che si tratti di un nuovo film targato Disney-Pixar, con un cast sontuoso e una sceneggiatura impeccabile. Spiacente di deludervi, ma la Pixar non c’entra praticamente niente. Trattasi invece di una produzione Warner Bros. scritto e interpretato (la salsiccia Frank) da Seth Rogen, la più talentuosa pot-head del mosaico hollywoodiano e diretto dai cattivacci già dietro piccole perle di commedia come “Facciamola finita” e “Cattivi vicini”.
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Il film, ideato quasi certamente come una parodia irriverente e spietata dei più famosi successi della già citata Pixar (vedi film come “Inside Out” e “Cars”) è unico: alterna con talento uno humour ai limiti della grevità e dell’offensivo con una storia sorprendemente stimolante su temi come il pregiudizio e il credo religioso (d’altro canto siamo pur quello che mangiamo). E in tutto questo si ride senza sforzo, grazie a una comicità intelligente e battute ben servite. Certamente, siamo onesti, nessuno urlerà al capolavoro, ma sicuramente “Sausage Party” per chi vuole ridere e per chi (come Rogen) vuole far ridere.
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