“VUOTO” è un progetto fotografico di Giuseppe Palmisano.

Venerdì 13 ottobre, presso la galleria d’arte Borgodellecolonne28 di Parma, è stata mostrata la foto scattata in analogico il 25 giugno al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro: protagoniste circa duecento donne vestite di collant bianchi.
La foto è stata messa all’asta e il ricavato per coprire le spese già sostenute e finanziare l’avvio dei lavori per la seconda fase del progetto, questa volta in nero.

L’IDEATORE – CHI è
Giuseppe Palmisano nasce nell’89 in Puglia. È un attore, scrive e fa foto. Vive a Bologna dove ha fondato iononsonopipo. Nel 2015 è uscito il suo primo libro, oltrepensare”. www.iosonopipo.com”

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L’IDEA – COS’è
Giuseppe spiega così il suo progetto.

1. la scintilla – “Per un momento, forse effetto dei 27 appena compiuti, mi è sembrato che attorno a me non ci fosse niente. E invece c’era tutto, ma con l’età i sensi si sfilacciano e si diventa meno svegli. In quel tutto c’era anche il bisogno di raccontare quella sensazione, che era assenza e solitudine, per provare a capirci qualcosa e per contrastarla. Ci sono voluti mesi perché mi riprendessi dal mio vuoto. E ci ero quasi riuscito. Poi, lo scorso febbraio, la morte di Jannis Kounellis, pittore, scultore e tanto altro, e di Ren Hang, fotografo e artista che ho sempre ammirato, hanno spostato di nuovo il mio baricentro. Così ho deciso che quel vuoto lo avrei dedicato a loro”, da www.vuo.to.it
Per ritornare al vuoto esistenziale, Giuseppe ha creato quello che definisce “un pieno visivo”.
Preparato in otto mesi, “Vuoto” è durato due giorni. Quasi duecento donne hanno riempito uno spazio fino a diventare, senza distinzione, un tutt’uno con esso. Corpi come voci di un coro, ognuna pronta ad esprimere la propria unicità e trovare armonia nell’insieme.

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2. il senso – “ … Si tratta di una scoria di tutta l’esperienza: l’opera non è la foto in sé, ma tutto quello che c’è stato dietro: il mio telefonare le donne una per una, parlare con loro, la ricerca del set, e tutto il resto. Inoltre è un atto politico che contesta la fruizione social delle cose: non tutto è postabile. Tutto il mio lavoro fotografico lo posto sempre e mi piace farlo, ma il significato di questo progetto è un altro. Certo è un prodotto artistico e andrebbe in qualche modo donato agli altri, ma in questo caso non ne ricostruisce il senso. Poi perché vorrei che fosse veramente esclusiva per coloro che decideranno di comprarla”,
fonte: www.nouvellefactory.com , articolo di Ilaria Introzzi

IL TITOLO
È un mio acquarello, miscela acquosa di due parole che ricorrono nelle letture che mi accompagnano in questo autunno: vuoto e giardino. La musica, invece, è un cappello che ho aggiunto alla fine.

1. le parole: vuoto e giardino – Nella mia mente, la parola vuoto esclude la parola giardino. Appena dico giardino, vedo fiori, rami, frutta. Nulla manca. Eppure è il giardino il luogo che cerco per il ritiro, quando faccio la lumaca e nascondo la testa.
Cercavano un giardino, anche gli amanti degli amori cortesi, lì rappresentati nei primi codici miniati: volevano un luogo vuoto da riempire con il loro amore.
Vuoto dal male era l’Eden, l’immenso paradiso perduto che cerchiamo ancora.
Quindi.
Il giardino è il luogo perfetto per liberarci del superfluo e tornare a noi.
Ce n’è uno bellissimo, in ciascuno di noi che chiede di tenere ciò che conta. Sta nel cuore, è vuoto. Ciao. Vado a farmi spazio.

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il romanzo
“ Mi piaceva stare con lui a guardare le stelle. La sua andatura era perfetta per me. Mi piaceva la curva della sua schiena quando si accovacciava per prendersi cura delle piante, così come il tono pacato con cui parlava, la voce un po’ roca e persino il suo modo di guidare quando veniva a prendermi. In quel periodo lo avrei potuto osservare per ore senza staccarmi, mi ritrovavo sempre accanto a lui. In fondo è così quando si è innamorati, no?”
Banana Yoshimoto, “Il giardino segreto”, 2016, Feltrinelli

la poesia
Nel mio giardino ti ho piantato,
nel mio giardino segreto, il mio cuore.
Intricati son divenuti i tuoi rami
e profonde in me le tue radici.

E dall’alba alla notte
non tace, non si placa il giardino
perché ci sei tu, tu
con i mille uccelli del tuo canto.
Rachel Bluwstein, traduzione di Sara Ferrari
http://cantosirene.blogspot.it/2017/10/i-mille-uccelli-del-tuo-canto.html

2. la musica
LA VITA VA, Amen, 2008, Baustelle

La vita va
E’ perpetuo il moto
Lo scienziato sa come prenderla
Felicità: ci si arriva a nuoto
Ci si spoglia
Si leva l’ancora
Quando lei lo baciò, disse:
Amore, non farmi male
Non farmi soffrire
Ho fatto un sogno: tu c’eri
Vivo così
Tra il sociale e il vuoto
Guarda gli alberi come crescono
Felicità: ci vorrebbe un prete
o un Mondo delle Idee comprensibile
Quando lui la baciò, si sbagliava
Forse mentiva, piangeva di gioia
Ha dèi crudeli, la vita
Quando lei se ne andò,
mi ricordo bene il suo sguardo
Lasciò qui la giacca. Il mio amore è freddo.

CREDITS
Per le foto VICE CREATORS
https://creators.vice.com/it/article/nev3jx/iosonopipo-ha-fotografato-300-donne-in-collant-bianchi-per-raccontare-il-vuoto

LINK UTILI
– GIUSEPPE PALMISANO
www.iosonopipo.com
www.vuo.to.it
– CENTRO ARTI VISIVE PESCHERIA PESARO
http://www.centroartivisivepescheria.it/ 
– BDC – BONANNI DEL RIO CATALOG
www.bonannidelriocatalog.com
CURIOSITÀ IN PILLOLE
Jannis Kounellis, pittore e scultore greco naturalizzato italiano, Pireo, 23 marzo 1936 – Roma, 16 febbraio 2017
Era nato 81 anni fa al Pireo, ma era romano d’adozione ormai da decenni. La sua storia d’artista resta profondamente legata all’esperienza dell’Arte Povera, di cui è stato uno dei più grandi rappresentanti
http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/02/morto-jannis-kounellis-arte-povera-biografia-artista/

Ren Hang, fotografo e poeta cinese, 30 marzo 1987, Jilin, Cina – 24 febbraio 2017, Pechino, Cina. “Fotografo e poeta cinese […]. Le sue immagini, un carnevale di corpi e bellezze botaniche, sono state celebrate e censurate in egual misura” ( da artlife.com )
www.renhang.org

Rachel Bluwstein ,(Saratov, 2 ottobre 1890– Tel Aviv, 16 aprile 1931), poetessa russa naturalizzata israeliana.