“Uno in un gesto ci mette tutta la sua vita, perciò è importante un po’ darsi”,

Virgilio Sieni

Prendere un respiro. Farne uno profondo e sentire che l’esperienza appena passata vibra tra lo sterno e le costole come un suono lungo e acuto che non vuole andarsene per labbra.

LA CITTADINANZA DEL CORPO

Giovedì 21, venerdì 22 luglio, Mantova, Palazzo Te

Ci sono state tre albe e cinquecento chilometri di autostrada, due corse al porto e tre buone colazioni dai gesti a Palazzo Te, eppure tutto è lì, dove l’ho lasciato: una polaroid senza scatto che mi guarda da lontano, con l’esedra che disegna i limiti dello spazio calpestato a piedi nudi.

FOTO 2Virgilio Sieni, direttore della Biennale di Venezia Settore Danza, ha ideato per Mantova – quest’anno Capitale Italiana della Cultura – il progetto “La Cittadinanza del Corpo”: da una proposta di Umberto Angelini, membro del comitato scientifico del Centro di Palazzo Te, è nato un percorso coreografico e umano che si ispira alla poetica del gesto e apre un dialogo tra i luoghi del corpo e quelli dell’arte.

La performance è andata in scena a Palazzo Te, giovedì 21 e venerdì 22 luglio, alle ore 21, con la luce magica che ha il cielo quando annotta e la musica originale dal vivo del polistrumentista Michele Rabbia.

Uso una mappa di numeri e parole chiave, per dare un’idea immediata di quello che è successo. In fine, una poesia.

NUMERI

14 quadri

Nelle sale e negli spazi aperti di Palazzo Te, hanno preso vita una serie di azioni coreografiche con,  all’origine, lo sguardo e il gesto nelle forme più intime e primordiali. La dinamica dell’incontro ha seguito una spirale morbida, senza alfa né omega: mi muovo, ti tocco, vengo verso di te, abbraccio le mie fragilità, accarezzo le tue fratture; non mi nascondo. Vedo te e, attraverso i tuoi occhi, mi riconosco. Lo spazio, intanto, mi diventa familiare, è parte di ciò che vivo. Il pubblico presente sceglie di camminare o fermarsi  tra le scene e aggiunge senso a ciò che avviene.

70 persone

Uomini e donne, madri e figli, padri e figli, un neonato; cittadini di Mantova, della provincia e dei territori limitrofi, di età varie, da uno a settantasette anni; poi i danzatori professionisti della Compagnia Virgilio Sieni: tutti parte della stessa comunità del gesto, ognuno essenziale al percorso di relazioni che le azioni coreografiche disegnano ed intrecciano negli spazi.

4 mesi

Le prove sono iniziate ad aprile, al Teatro Bibiena e sono proseguite fino a luglio negli spazi di Palazzo te. Virgilio Sieni e i suoi assistenti Maurizio Giunti e Giulia Mureddu sono venuti con regolarità a vedere come procedevano le prove. Le danzatrici Elisa Mucchi e Giovanna Venturini ci hanno seguito passo passo. Laura Magotti, dell’associazione “Segni di Infanzia”, ha coordinato gli incontri, aggiornandoci via email e per sms, con precisione ed affetto. Piano piano, il gruppo di cui eravamo parte è diventato il nostro gruppo. Le persone non erano più gli altri ma Carlo, Lucia, Olga, Grazia, Barbara, Paola, Fiorenza e tanti altri: nomi nuovi imparati senza fretta.
FOTO 3
Foto Gian Maria Pontiroli

PAROLE CHIAVE

 

origine

prossimità

sguardo

 

incrinatura

sospensione

fragilità

 

corpo

fiducia

dono

 

Nove parole a gruppi di tre. Anche le parole vogliono stare insieme, chiedono una cittadinanza comune nella pronuncia di chi le dice o legge:

 

“Ci serviamo del corpo e della natura del gesto – spiega il coreografo – per riflettere sui luoghi e lo sguardo: abitare gli spazi di Palazzo Te con un rinnovato senso poetico della frequentazione e riflettere nuovamente sul senso dello sguardo, inteso come l’origine dei nostri spostamenti. Il gesto racchiude dentro e fuori di sé, la storia della vita delle persone, e queste storie sono la materia umana, tracciato delle esperienze future. Il racconto del corpo diviene il territorio per riflettere sugli elementi primari del nostro abitare il mondo: gravità, sguardo, postura, la relazione con l’altro, il modo di accogliere ed essere accolti. In questo senso intendiamo tracciare una mappa di danze, di azioni coreografiche quali rappresentazione di questa geografia intima, indicibile, comprensiva dell’altro”, Virgilio Sieni.
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Foto Gian Maria Pontiroli

POESIA

“Non c’ero mai stato. M’accorgo che c’ero nato”

 

Constatazione, Giorgio Caproni, da L’opera in versi, Mondadori, Milano 1998.

 

I luoghi non ci appartengono fino a quando non siamo pronti ad accoglierli. Solo allora aggiungiamo ricordi e significati e li abitiamo in modo nuovo, ci innamoriamo di loro e non sono più gli stessi.

 

Nel giugno 1978, il poeta Giorgio Caproni visitò per la prima volta Parigi, con la figlia Silvana, per una lettura di versi tenuta al Beaubourg, con Mario Luzi, Vittorio Sereni e Delfina Provenzali.

Durante quel soggiorno parigino, Caproni scrisse ventiquattro brevi poesie, tra cui Costatazione, con le quali compose la raccolta intitolata Erba francese ( Luxembourg 1979) e che pubblicò, “per semplice necessità sentimentale e mnemonica”.

Ecco. Mi sento così: tesa verso un ricordo con la gratitudine di chi, giocando alla bellezza, l’ha trovata per davvero.  

Grazie a tutti,  Anna Maria

 

LA CITTADINANZA DEL CORPO

Coreografia e regia: Virgilio Sieni
Musica originale: Michele Rabbia – eseguita dal vivo dall’autore
Interpreti: danzatori della Compagnia Virgilio Sieni, cittadini di Mantova e interpreti del territorio
Danzatori: Luna Cenere, Claudia Caldarano, Riccardo De Simone, Maurizio Giunti, Davide Valrosso
Cittadini di Mantova e abitanti del territorio: Alessia Aimi, Gloria Albani, Francesca Albertoni, Andrea Alessandrini, Francesco Alfano, Alberta Arcari, Lucia Arienti, Thomas Baba, Anna Battaglia, Federico Beltrami, Sabrina Bergamo, Ilaria Bernini, Carla Bernini Nicolini, Rossana Bertolotti, Davide Bianchera, Chiara Bonassina, Mattia Bonatti, Isa Bonfà, Claudia Bottoli, Claudia Brianzi, Irene Cantarelli, Grazia Casetti, Barbara Cassinari, Daniela Coaro, Alessandra Coltri, Carlotta Crestana, Emanuela De Luca, Anna De Munari, Emanuela De Munari, Anna Maria Domenella, Anna Maria Donà, Elisa Donzellini, Olga Esposito, Carlo Falchi, Lucia Forante, Marina Galateo, Maria Cristina Ghidini, Angela Ghirardi, Edoardo Giovannini, Monia Grandi, Theo Guatta, Gioele Guatta, Giuliano Guatta, Denise Guerresi, Amos Gyrase, Antonella Lanzarotto, Rita Leonardi, Maria Giulia Longhini, Veronica Martinez, Livia Mazzali, Desirée Mora, Lucia Morelli, Daniela Moretti, Marco Nogara, Laura Olivieri, Paola Orlandi, Laura Pelliciardi, Alice Pesci, Giulia Pesci, Lucia Predari, Amalia Pugnetti, Fiorenza Raffagli, Lorenzo Raipi, Silvia Recanatesi, Paolo Roversi, Luigia Sarzi Amadè, Mariacira Scava, Ibrahim Sou, Paola Spadini, Francesca Vischi, Benjamin Yeboah, Eleonora Zavanella, Francesco Zucchi
Assistente alla coreografia: Maurizio Giunti, Giulia Mureddu
Assistente al progetto: Elisa Mucchi, Giovanna Venturini

Prima rappresentazione: Mantova, Centro Internazionale d’Arte Museo Civico Palazzo Te, Capitale Italiana della Cultura, 21 luglio 2016
Produzione: Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, Museo Civico di Palazzo Te, Compagnia Virgilio Sieni
Collaborazione alla produzione: Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016

 

LINK

 

CENTRO INTERNAZIONALE D’ARTE E CULTURA DI PALAZZO TE

http://www.centropalazzote.it/

 

VIRGILIO SIENI, CENTRO DI PRODUZIONE SUI LINGUAGGI DEL CORPO E DELLA DANZA

http://www.virgiliosieni.it/

 

SEGNI D’INFANZIA

http://www.segnidinfanzia.org/

 

CURIOSITÀ IN PILLOLE

 

VIRGILO SIENI

Ballerino e coreografo italiano (n. Firenze 1958). Dopo essersi perfezionato nello studio della danza contemporanea ad Amsterdam, in Giappone e negli Stati Uniti, ha fondato il gruppo Parco Butterfly (1983-89), dando vita, in seguito, alla Compagnia Virgilio Sieni (1991) divenuta uno dei complessi di punta nel panorama coreografico italiano. Ideatore di un teatro sperimentale fondato su un tipo di danza dal carattere evocativo e ritualistico, negli anni Novanta ha intrapreso una ricerca sulle orme della tragedia classica culminata nell’allestimento di Trilogia del presente/Orestea (1996). Tra gli altri suoi lavori: Re Lear (1992), Elogio dell’ombra (1994), Il fiore delle mille e una notte (ispirato all’opera di P. P. Pasolini, 1999), Fiabetta superstar (2000), Babbino caro (rivisitazione della fiaba di Pinocchio, 2001); Messaggero muto (2001); Il gabinetto del dottor Caligari (2002); Il funambolo (2002); La città bianca (2003); Mi difenderò (2005); Un respiro (2006).

http://www.treccani.it/enciclopedia/virgilio-sieni/

 

MICHELE RABBIA

Nato a Torino nel ‘65, dopo aver compiuto i primi studi presso la scuola Civica di Savigliano, segue i corsi di batteria a Torino con il Maestro Enrico Lucchini.
Nel 1989 si reca negli Stati Uniti dove ha la possibilità di frequentare le lezioni di Joe Hunt e Alan Dawson. Rientrato in Italia si trasferisce a Roma e inizia la sua attività concertistica e discografica. Le sue collaborazioni si estendono anche nell’ambito della danza con Tery J. Weikel, Giorgio Rossi, Andrew Harwood, Nikolai Schetnev, Jovair Longo, Rick Nodine, Ray Chung, Khosro Adibi, Rossella Fiumi e Magda Borould Pascal, nel teatro firmando le musiche per lo spettacolo “Genova 01” di Fausto Paravidino, per la letteratura con la scrittrice Dacia Maraini, Gabriele Frasca e Sara Ventroni, con il pittore Gabriele Amadori e nell’architettura con James Turrell.
Si è esibito nei più importanti festival Europei, Cina e Stati Uniti.

https://www.youtube.com/watch?v=KmGvrTbeZuk

 

PALAZZO TE

Palazzo Te a Mantova è uno dei più celebri capolavori dell’architetto Giulio Romano. Palazzo Te fu costruito tra il 1525 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga in onore dell’amante Isabella Boschetti. Il Palazzo Te era una grandiosa villa suburbana destinata allo svago, alle feste e ai ricevimenti di Corte Gonzaga.

http://www.mantovanotizie.com/guida-mantova/palazzo-te

 

GIORGIO CAPRONI

Poeta italiano (Livorno 1912 – Roma 1990). La sua poesia, formatasi nell’ambito dell’ermetismo ma con ascendenze al vocianesimo ligure (da Sbarbaro a Boine), ha mirato a immettere nelle rarefazioni analogiche, proprie del primo, il lievito di un autobiografismo tra risentito e gentile, tra alacre ed elegiaco, e nei modi della poetica della parola quelli della poesia tradizionale, trovando la sua soluzione più felice in un tono medio, di canzonetta fra classica e popolareggiante (Come un’allegoria, 1936; Cronistoria, 1943; Stanze della funicolare, 1952; Il passaggio d’Enea, prime e nuove poesie raccolte, 1956; Il seme del piangere, 1959; Congedo del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee, 1965; Il “Terzo libro” e altre cose, 1968; Il muro della terra, 1975; Il franco cacciatore, 1982; Il conte di Kevenhüller, 1986 e il volume complessivo Poesie 1932-1986, 1989). In prosa ha scritto un diario di guerra (Giorni aperti, 1942), altre pagine evocative (Il gelo della mattina, 1954), racconti (Il labirinto, 1984). Ha tradotto finemente opere di Apollinaire, Proust, Céline, Cendrars. Una nuova raccolta di poesie, in parte già preparata dall’autore, è uscita postuma a cura di G. Agamben (Res amissa, 1991).

http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-caproni/