IMMAGINE 1 EXTRA COPERTINA _ FOTO DI DANIELE CASCONEPartiamo dal principio ed in principio era il Verbo, il Verbo che era presso Dio ed il Verbo che era Dio”. La citazione biblica rivela, d’emblée, la veste di sacralità che la parola indossa. Nessuna ombra nè spessore in aderenza: lei, sola, al cospetto della divinità; lei stessa dea, regina, signora. Scendiamo a terra, abbandoniamo altari ed incensi, per trovarla nel linguaggio di tutti i giorni, fedele al suo intento simbolico.

Parola d‘ordine, parola d’onore e di re;
parole d’oro, grosse e sante.
Essere di parola, avere l’ultima parola, rimangiarsi la parola data.

Quanta abbondanza!Eppure, la miseria è in agguato: noi che diciamo le parole e diamo loro un corpo etereo di suoni o agile e denso via china, siamo più fragili delle nostre creature, pieni di linfa, d’accordo, ma nessuno sprovveduto sui loro limiti. Ecco il nodo e con lui, senza pettine nè balsamo, l’ora che ci porta a dire “dobbiamo parlare”, a chiedere cioè udienza per spiegazioni e dettagli che, a ben vedere, sono inutili: non era la parola presso Dio?

Così, tutti giù dall’Olimpo. Tremanti, orfani di vezzeggiativi, planiamo su un divano o una sedia; possiamo avere davanti un bicchiere o una bottiglia di buon rosso; può essere mattina, con sua maestà il caffè che detta ordini a sensi e membra o sera, con il  dentifricio appena abbinato al suo filo. Ma Arianna s’è persa, il labirinto s’è fatto selva ed il cuore è solo un gomitolo di oscurità e gelo.

(1) Vangelo di Giovanni, 1-1
(2) 
: parola dal latino, parabola = similitudine; dal greco: paraballo = metto a lato.

 

 

 

IMMAGINE 2

“Dobbiamo parlare”: è il titolo dell’ultimo film di Sergio Rubini (sua la regia e la sceneggiatura, scritta con Carla Cavalluzzi e Diego De Silva). Vanni ( Sergio Rubini) scrittore cinquantenne affermato e Linda (Isabella Aragonese), compagna trentenne e ghost writer dei suoi romanzi, stanno per  uscire a cena, quando, nel salotto buono del loro attico romano, irrompono una coppia di amici:Costanza (Maria Pia Calzone) e poi Alfredo, suo marito, il Prof. (Fabrizio Bentivoglio), entrambi medici: Costanza ha scoperto che il Prof. la tradisce. Ahia.

La giovane coppia, nel tentativo di mediare tra i due che si rinfacciano ogni respiro, s’avvede che, a dirla tutta di un sorso, la loro relazione ha crepe ad ogni lato e che, a tenerla in piedi, non è un tasso di falsità inferiore a quello dei due amici borghesi. Linda nasconde a Vanni che sta scrivendo un libro come Costanza omette la sua relazione extra, in piena crisi per fedeltà violata. Vanni non osa il divorzio laddove il Prof. non reclama la separazione.

Quali le differenze?
Le stesse che distinguono la lucertola del mio terrazzo dall’iguana delle Galapagos. Solo formali.

Sorge allora il dubbio che l’amore nudo e crudo sia un ramo senza fiori, che esso necessiti di normalità per durare; che un occhio chiuso ne salvi due in lacrime; che gli attacchi di passione e gli slanci siano prodezze da avventati e masochisti o, nel migliore dei casi, sognatori con un buon numero di amici e familiari a fare da paracadute.

Chi ha ragione? Vanni e Linda o il Prof e Costanza?

Hanno ragione i due pesci, nella boccia di vetro, per fortuna:
dopo aver assitito alle scenate di gelosia, rancore e livore da ogni parte, sempre convinti della grande efficacia del silenzio in fatto di intese, lasciano intendere agli umani la seguente
lezione di vita.

(3) Ghost writer : letteralmente, in inglese, «scrittore fantasma», è un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie attribuiti ad un’altra persona.

1 ) La normalità.
Desiderarla così tanto fino a confonderla con il bene. Recitare e scegliere travestimenti accettati e condivisi, piuttosto che pagare alla cassa un primo in monoporzione. Non siete tutti idioti: è che la normalità ha in canna una parola che sfugge all’eccezione, sa dire felicità, con garbo e senza fatica, tanto ha la tradizione dalla sua parte.

2 ) Il calcio in faccia.
Per passare al fronte della minoranza, dalla parte di quelli che scelgono non perché così si fa ma perchè così mi sento, ci vuole un calcio in faccia, dato, per lo più, senza garbo ed accolto, di massima, con dolore, molto.

3 ) Felicità o bene?
La felicità, ovvio. Lentamente, molto lentamente, vi accorgerete che non è felicità quella che non è il vostro bene.

  • Cos’è il bene?
  • Fare tutto ciò che puoi per arrivare a te. Piangi in macchina; maledici guanti, calzini ed occhiali solo perchè la lingua li vuole in coppia, senza merito alcuno; ma, sopratutto, caro umano:
  • credi all’amore, anche se ti dicono che non esiste.
  • abbi sempre il coraggio della tua monoporzione; soprattutto, la domenica.

A sostegno di quanto sopra, sempre senza proferir parola, i pesci adducono le seguenti prove;ed io con loro.

Prova n. 1
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“Ti piace l’amore?” chiese guardando dritto di fronte, dove si alzava la fiancata di una barca colorata di bianco e di una striscia azzurra.

“Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate. Non so se piace a me, però ce l’ho e prima non c’era.”
“Ce l’hai?”
“Sì, mi sono accorto di avercelo. È cominciato dalla mano, la prima volta che me l’hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.”
“Cose buffe dici. Sei innamorato di me?”
“Si dice così? È cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta, la sera che sei venuta in visita e mi hai toccato. Quando sei uscita dalla stanza stavo bene, mi sono alzato dal letto e il giorno dopo ero a mare.”
“Allora ti piace l’amore?”
È pericoloso. Ci scappano ferite e poi per la giustizia altre ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, e sotto lo rimescola. Non lo so se mi piace.”
“Il bacio che ti ho dato, quello almeno ti è piaciuto?”
“Quello non era dato a me, era sbattuto in faccia a loro due per terra.”
Seduti di fianco in poca luce, le parole venivano su svelte, a bollicine.
“Allora te ne devo uno tutto tuo?

(4) Erri De Luca I pesci non chiudono gli occhi, Milano, Feltrinelli, 2011.

Prova n. 2

L’AMORE NON ESISTE , FABI – SILVESTRI – GAZZE’

L’amore non esiste, è un clichè di situazioni
tra due non son buoni ad annusarsi come bestie
finchè il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto.
L’amore non esiste, è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura di non essere
capaci a rimanere soli.

L’amore non ha casa non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze
è un assetto societario in conflitto di interesse
l’amore non esiste

ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
amore non esiste
esistiamo io e te

l’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che all’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti e accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano

e l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finchè dio l’avrà deciso o solamente finchè dura..

ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
amore non esiste
esistiamo io e te

io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
amore non esiste.

  • P.S. Ora che il primo della classe ha finito di leggere, alza la mano e spiega a tutti cos’è la normalità; sono graditi gli esempi. Se non riesce a parole, può anche mimare.

Grazie.

(5) Secondo singolo, estratto dall’album Il padrone della festa scritto e prodotto da Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè.Writer(s): Massimiliano Gazze, Daniele Silvestri, Niccolo Fabi, Francesco Gazze’