Dire sguardo e vedere apparire una donna, seguita da amore e luce. Assistere compiaciuta al loro disporsi ordinato nel bianco della mia mente, dondolarmi su questa riflessione ed accorgermi che dei tre pensieri, solo uno è concreto (la donna), mentre gli altri due (amore e luce) sono astratti. Restare a mezz’aria su questa altalena di visioni e considerare che la donna, proprio concreta non è, se anche Mao Tse-tung la definiva “l’altra metà del cielo”.

Fine del giro. Punto i piedi per terra. Scendo ed apro il dizionario.

Sguardo, guardare: dal francone *wardōn ‘stare in guardia’; cfr. ted. warten ‘custodire’ ewarte ‘vedetta’. Colui che guarda vigila, ha cura, custodisce; ha la stessa natura del vallo (di cui condivide l’etimologia), quella cioè di difendere, proteggere, tener lontano da cose e persone che ci possono nuocere. Così è scritto. “Che bello!”, penso; penso pure che esiste tanto il bene quanto il male e che, se uno sguardo può competere con una carezza d’amore, al suo opposto, esso ferisce, taglia, fa sanguinare. Decido allora di tornare alle tre immagini di prima e di prendermi  cura di loro, una ad una.

(1) Mao Tse-tung ( Shaoshan, 26 dicembre 1893 – Pechino, 9 settembre 1976), rivoluzionario, politico, filosofo e dittatore cinese.

SGUARDO – DONNAFOTO 1 Il-teatro-degli-orrori-Una-donna-foto (1)
Il Teatro degli Orrori è un gruppo alternative rock, nato nel 2005, il cui nome fa riferimento al teatro della crudeltà di Antonin Artaud. Nel loro quarto ed ultimo album, uscito lo scorso ottobre, la sesta delle dodici tracce porta questo titolo: “Una donna”. Nel libretto, allegato al cd, è l’unico testo che manca. Perché?

“Ho visto la foto di una ragazza e sono risalito alla fonte, l’abbiamo comprata da un’agenzia irachena. È una ragazza yazida di quattrodici anni in fuga dall’Is1 con quello che resta della sua famiglia, indossa un kalashnikov che le ha regalato l’Unità di Protezione del popolo kurdo per proteggerla. Lo scatto la coglie mentre si volta, coglie il suo sguardo straordinario: in questa foto c’è la contemporaneità. Non parla solo del dramma dei profughi, di questa incredibile migrazione. Parla anche di noi, dei nostri egoismi, della nostra indifferenza. Per questo ho messo solo l’immagine: il testo è quella ragazza2”.

Chi guarda dritto negli occhi ha qualcosa di strano, un’anomalia che arriva chiara e gelida al cuore di chi è di fronte. La ragazza nella foto fa parte di questa fetta di umanità: avanza con un fucile in spalla; si ferma, si volta,non chiede, dichiara: sono una donna, sono giovane, sono pure bella; non delego a nessuno la mia libertà, né la mia difesa. Quindi ti guardo: sono il vallo di me stessa, il mio scudo e baluardo. In lontananza, nemmeno l’ombra del principe che salva (chi?) ma il profilo scuro di due donne che, strette per mano, hanno lo sguardo fisso sulla strada, il futuro. Questa foto mette un post-it non removibile sul cuore di ciascuna di noi: ok il rimmel, le chiavi e gli occhiali da sole; ma il coraggio mettiamolo sempre in borsa. Un must-have, una cosa da avere assolutamente, che nessuna notifica ci ricorderà di non lasciare a casa. Quale il vantaggio? La foto lo mostra: la strada è polverosa, dissestata e con buche. Per percorrere la strada serve coraggio, ho inteso. 

(2) Antonin Artaud (Marsiglia, 4 settembre 1896 – Ivry-sur-Seine, 4 marzo 1948), commediografo, attore teatrale, scrittore e regista teatrale francese.

UNA DONNA
Una donna, una ragazza pronta a dare tutto ciò che ha,
senza riserve, in cambio niente.
Una donna, una ragazza senza riserve, in cambio niente.
Ma guarda, guarda, guarda non è un immagine qualsiasi,
osserva bene intorno alla strada di polvere e sole,
cammina quella donna tenendo per mano una bambina, sembra di fretta, chissà dove va?
Chissà perché tu invece ti sei fermata a guardarmi, per un attimo,
come se mi conoscessi e mi volessi bene.
Forse quel mitra sulle spalle ha una parola sola,
come il mondo che gira, come il tuo destino, il mondo che gira, il destino.
Io non so descrivere questo sentimento,
che mi viene voglia di pensarti vicino a me,
ma sei così lontana e tanto in pericolo che,
potresti morire, potresti morire.
E mi viene una tristezza,
un’amarezza così grande
che vorrei piangere, gridare,
scomparire per sempre.
Una donna, una ragazza pronta a dare tutto ciò che ha,
senza riserve, in cambio niente.
Una donna, una ragazza senza riserve, in cambio niente.
Io non so descrivere questo sentimento,
che mi viene voglia di abbracciarti forte,
come se fossimo da tanto tempo amici per la pelle.
Noi, noi non ci lasceremo mai, e poi mai.
Noi non ci lasceremo mai, e poi mai.
Noi non ci lasceremo mai.
Ma guarda, guarda, guarda!Li vedi amico mio sono profughi, scappano da morte certa.
E noi qui a farci i cazzi nostri.
E tu donna, la bellezza del suo sorriso parla del tuo coraggio,
la sua dolcezza è una bandiera rossa spiegata al vento.
Altro che strafighe in passerella.
Ti sei fermata a guardarmi per un attimo,
con quel mitra sulle spalle.
Hai una parola sola, come il mondo che gira, come il tuo destino.

(3) Una donna, da “IL TEATRO DEGLI ORRORI”, Il Teatro degli orrori, 2015, La Tempesta Dischi / Artist First). Mancando nel libretto allegato al cd, per scelta precisa della band, il testo

della canzone, la presente trascrizione rispetta le parole ma è del tutto libera per quanto riguarda capoversi, punteggiatura e strofe.

SGUARDO – AMORE
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 Dalla ragazza con pantaloni e fucile, alle fanciulle con gonne spesse e lunghe. Altri tempi, cortesi; la scintilla, la stessa: Amore. La donna passa, il poeta la guarda estasiato, non ha parole, non le sa scegliere, nessuna è giusta. Fine del 1200. Per Dante e gli Stilnovisti la nobiltà (nel v.1 “gentil” sta appunto per “nobiltà”) è virtù, e l’amore è gentilezza. L’amore è uno strumento di elevazione a Dio e la donna è un angelo: un saluto e un cuore inizia a battere; passa un attimo e ne sono già due, tre, quattro;non si contano più. L’incantesimo è compiuto: tu mi guardi ed io dimentico l’amarezza del mondo, il caffè si fa dolce. Non girare neppure il cucchiaino, ho già le vertigini. Curiosità: la Chiesa di Santa Margherita de’ Ricci, a Firenze, meglio conosciuta come Chiesa di Dante, è diventata, di recente, meta di pellegrinaggio da parte degli innamorati: essi lasciano un messaggio sulla tomba di Beatrice Portinari, la donna amata da Dante e le chiedono di intercedere in loro favore; supplicano che il miracolo dell’amore si compia ancora, senza proferir parola ma solo sospirando.

TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sententosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

(5) Dante Alighieri, da Vita nova ( 1292-1293) , un prosimetro, che unisce poesia e prosa. Forma metrica Sonetto (14 endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine). Rima: ABBA-ABBA-CDE-EDC (incrociata nelle quartine e invertita nelle terzine).

SGUARDO – LUCE
L’ultimo sguardo lo regaliamo alla luce, a quel fiotto potente che toglie dall’ombra, esalta le forme, rischiara un paesaggio. La fotografia nasce così, per essere una luce scritta.COPERTINA_SGUARDI_Cartier-Bresson
Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere”, Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson fu pioniere del foto-giornalismo, cultore dell’istante decisivo dello scatto: ti guardo, non prima e non dopo ma perchè già fra un attimo, saresti un’altra cosa.

La luce è la poesia con cui condiamo la realtà, il modo con cui selezioniamo ciò che conta e, dalle quinte, lo mettiamo in primo piano. Prendi la frutta: può essere la merce sul banco per il profitto del giorno oppure, in una cesta, la natura che fiorisce e decade davanti ai nostri occhi.i_segni_del_tempo_gallery
Lo sguardo crea i punti di vista; se ben addestrato, ci guida dalla superficie, alla profondità delle cose. Forse il segreto è tutto qui: per ben vedere, bisogna ben guardare.