I miti sono parole antiche e necessarie. Racconti che nascono nel silenzio e si nutrono di desideri, fantasia, possibilità. La prima forma è orale, poi li mettiamo per iscritto, terrorizzati come siamo di perdere le parole che hanno vestito il nostro respiro. Non c’è leggenda che non abbia l’amore nelle sue trame. C’è, però, una specificità nell’amore che si prova ad Ovest: di questo si è occupato lo scrittore e filosofo svizzero Denis de Rougemont nel saggio “L’ amore e l’Occidente”. Secondo Denis de Rougemont, la concezione occidentale dell’amore nasce nel XII secolo, con il mito di Tristano e Isotta:

« Tristano e Isotta non si amano […] ciò che essi amano è l’amore e il fatto stesso d’amare. Ed agiscono come se avessero capito che tutto ciò che si oppone all’amore lo garantisce e lo consacra nel loro cuore, per esaltarlo all’infinito nell’istante dell’abbattimento dell’ostacolo che è la morte»

Siamo nel Medioevo, la società feudale è rigida e gerarchica, organizzata in tre categorie sociali chiuse. La lirica cortese irrompe in questo contesto e all’amore-matrimonio, con le sue leggi e il suo carattere istituzionale, contrappone l’amore-passione, un sentimento che è estasi, vertigine, abbandono: fol amor.

Secondo Rougement, i primi poeti e cantori dell’amore cortese furono i catari, appartenenti ad un movimento ereticale diffuso in Europa tra il XII e il XIV secolo, con la loro idea di anima confinata nel corpo, in esilio da Dio, trattenuta dalla materia.  

A corte, intanto, dame e cavalieri, si scambiano sguardi e pensieri. L’insieme di valori che un cavaliere deve possedere – eleganza, fierezza, buone maniere e liberalità– sono le strict nécessaire per conquistare la donna amata e diventano il paradigma di comportamento che ingentilisce l’animo. Alla nascita di questo modello contribuiscono i poemi cavallereschi:

  • il ciclo carolingio, ispirato alle vicende di Carlo Magno e dei suoi paladini, nato nel nord della Francia come poema epico in lingua d’oil;
  • il ciclo bretone o ciclo arturiano, sviluppatosi in Bretagna e dedicato alle vicende di Artù e della Tavola Rotonda, a cui appartiene anche il mito di origine celtica di Tristano e Isotta.

La loro storia incarna bene l’ideale dell’amore cortese che è :

  • culto: l’amante vede la donna che ama come una creatura degno di venerazione
  • sentimento inappagato: il possesso della donna è irraggiungibile
  • valore laico: al di fuori del matrimonio, adultero, condannato dalla Chiesa come fonte di peccato.

(1) Mito s. m. [dal gr. μῦϑος «parola, discorso, racconto, favola, leggenda»].
(2) 
Denis de Rougemont (Couvet, 1906 – Ginevra, 1985) scrittore,filosofosaggista svizzero di lingua francese. Ha scritto L’Amour et l’Occident  nel 1939 ma la sua versione definitiva è del 1972.
(3) L’ amore e l’Occidente”, Denis de Rougemont.
(4) Organizzata in tre categorie sociali chiuse: al vertice, gli Oratores, i chierici, che pregano per la comunità e sono il tramite verso Dio; sotto i Bellatores, che proteggono la fede con le armi; più basso in basso i Laboratores, che mantengono gli altri ordini sociali tramite il lavoro manuale.
(5) Catari:(dal lat. medievale catharus, «puro») nome con il quale comunemente sono indicati gli eretici dualisti medievali, diffusi soprattutto nella Francia settentrionale e meridionale nel XIII secolo. In polemica con la Chiesa, predicavano un rinnovamento morale basato sull’antitesi tra bene e male, spirito e materia ed erano organizzati in una gerarchia ecclesiastica.
(6)Generosità per dimostrare di non essere attaccato alle ricchezze materiali.

Come sono andate le cose: la trama

Tristano, rimasto orfano, nipote del re Marco di Cornovaglia, è un perfetto cavaliere:si mette al servizio di Marco, per il quale compirà imprese straordinarie, fra cui quella di liberare Isotta la bionda d’Irlanda, futura sposa dello zio Marco. Durante il viaggio in mare, però, i due giovani bevono un filtro magico che li fa innamorare perdutamente.  Tristano rispetta la parola data e conduce comunque Isotta da Marco. Le nozze non allentano la morsa dell’amore e i due giovani si amano di nascosto. Tristano, reduce da pericolose avventure, si sposa con Isotta dalle Bianche Mani, che però non amerà mai. La storia si conclude con la morte di Tristano:ferito ed ingannato da Isotta dalle Bianche  Mani, crede che Isotta la Bionda non abbia risposto al suo appello estremo di aiuto e muore di dolore. Isotta, che invece lo ha raggiunto insieme a Caerdino a bordo di una barca su cui è issata una vela bianca, muore al suo fianco, straziata dalla stesso dolore.

Il mito di Tristano ed Isotta ha ispirato e continua ad ispirare gli artisti, in varie forme.

(7) L’iranista Italo Pizzi(1849-1920)  attribuì un’origine persiana al romanzo di Tristano e Isotta.
(8)Caerdino, fratello di Isotta dalle Bianche Mani.

LETTERATURA – PAROLE CHE RESTANO
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Ci sono numerose versioni del mito, in lingue differenti ( francese, tedesco, inglese, italiano ) e di diverse lunghezze. Per i più curiosi e pazienti, in fondo, ne lascio una lista sintetica.

Ora, alleggerita dall’onere della ricostruzione letteraria e filologica del mito, indispensabile e delizioso strumento in altre sedi, sono pronta a compiere il salto che mi porterà a rendere motivo del titolo dato e a trovare, pur nella disperazione della storia, un seme buono per noi anime contemporanee, tutte social e post da 150 caratteri, tormentate dall’eterno dilemma:

perché soffrire per amore ?

Saluto di passaggio Joseph Bédier (1864-1938), filologo francese, cultore della letteratura medievale e la sua riscrittura del mito – Il romanzo di Tristano e Isotta, 1900- ed arrivo ai testi delle opere che ho letto:

  1. “Tristan” ( 1180 circa ) del giullare normanno Béroul: “versione comune” del mito, realistica e vicina alla tradizione delle chansons de geste. Scritta in lingua d’oïl, l’opera è conservata in un solo manoscritto, acefalo e mutilo ( manca dell’inizio e della fine), di circa 4.450 versi.
  2. “Tristan” ( 1170-1180) di Thomas, detto d’Angleterre, troviere anglonormanno, attivo presso la corte di Eleonora d’Aquitania ed Enrico Plantageneto, probabilmente chierico:  “versione cortese” del mito, più malinconica ed idealizzata, che ci è giusta attraverso frammenti, dieci in tutto, riconducibili a sei diversi manoscritti, per un totale di circa 3100 versi .
  3. Lai du Chèvrefeuille” (“Lai del caprifoglio”):novella in versi, scritta dalla poetessa Maria di Francia ( tra il 1160 e 1189 ) .

(9) Joseph Bédier propone una riscrittura del ciclo di romanzi bretoni risalente al Medioevo relativi alla leggenda diTristano e Isotta, operando una fusione di elementi tratti de entrambe le redazioni francesi giunte ai giorni nostri (i romanzi di Béroul e di Tommaso d’Inghilterra), oltre all’opera di Richard Wagner, Tristan und Isolde.

(10)Lai: forse dal celtico laid = canto),

BÉROUL, TUTTA COLPA DEL FILTRO

Nel testo di Béroul, Tristano ed Isotta sono soggiogati  dall’amor fol e lo subiscono  a causa del filtro magico, che hanno bevuto, per errore della nutrice Brangania. Béroul prende le difese dei sue amanti:che colpa ne hanno se non possono separarsi l’uno dall’altro,se, rischiando vita e onore,diventano ambigui e bugiardi pur di vedersi? L’amore è una forza fatale a cui non ci si può sottrarre.

Ah! Dio, chi può tenere segreto Amore

per un anno o due senza tradirsi?

Perché Amore non si può nascondere:

spesso l’innamorato fa segni d’intesa all’altro,

spesso fanno in modo di stare vicini,

di nascosto e in presenza di altri.

Non possono aspettare sempre l’occasione buona,

gli tocca cercare di stare insieme il più possibile.

THOMAS, FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI

Nella versione di Béroul l’azione del filtro è limitata, dura tre anni, tanto che allo scadere del tempo, Tristano e Isotta rinsaviscono e, grazie all’aiuto dell’eremita Ogrin, si riconciliano con il re Marco. Nella riscrittura di Thomas il filtro, quindi l’amore-passione, ha una durata illimitata: l’amore è un sentimento eterno che nemmeno la morte può interrompere.

Lo abbracciò, gli si stese accanto,

gli baciò la bocca e il volto,

lo strinse stretto contro di sé,

corpo contro corpo, bocca contro bocca,

e in quel momento rese l’anima,

morì accanto a lui così,

per il dolore del suo amato.

Tristano è morto di desiderio per lei,

Isotta perché non è giunta in tempo.

Tristano è morto di amore per lei,

e la bella Isotta di tenerezza.

MARIA DI FRANCIA, – NÉ SENZA DI TE, NÉ CON TE

Il  breve lai di poco più di 100 versi in couplet è centrato sul simbolo del caprifoglio che, legandosi al nocciolo, rappresenta l’amore indissolubile, felice e doloroso allo stesso tempo. Tristano è descritto come l’autore del lai: se ne mette in risalto la personalità artistica per sottolineare l’importanza dell’arte come unico rimedio contro il tempo.

Come accade al caprifoglio
che al nocciolo s’attacca:
quando vi si è intrecciato e avvolto
e tutt’attorno al tronco s’è messo,
assieme possono vivere a lungo;
ma poi quando si tenti di separarli,
subito muore il nocciolo
e insieme il caprifoglio.
” Amica, così ne è di noi:
non te senza me, non io senza te“.

(11) vv. 573-580 da Tristano e Isotta, Béroul,a cura di Gioia Paradisi, 2013, Edizioni Orso

CINEMA, TUTTO TORNA
FOTO 3 -CINEMA

“Questo titolo, derivato dalla teoria di Nietzsche dell’eterno ritorno, significa qui che una stessa leggenda può ripetersi senza che i suoi protagonisti se ne rendano conto. Eterno ritorno di semplici circostanze che creano la più avvincente di tutte le vicende del cuore umano”, Jean Cocteau

“L’immortale leggenda” (1943, titolo originale, in francese, L’éternel retour,) inizia con questa citazione di Cocteau, autore del soggetto del film. Nell’interpretazione cinematografica del regista Jean Delannoy,ci sono affinità e differenze con le versioni più note della leggende. Tra gli elementi diversi, due mi sembrano più significativi degli altri:

  • Sulla boccetta, dove è conservato il filtro d’amore, c’è una scritta, veleno. Attraverso un oggetto di scena ci arriva chiaro il messaggio:

l’amore è una malattia fatale, che conduce alla morte.

  • Marco ( Marco di Cornovaglia ) è insieme a Natalia ( Isotta la Bionda ) sulla barca guidata da Leonello ( Caerdino ) che la porta verso Patrizio ( Tristano), ferito. Sulla barca è issata una sciarpa, anziché una vela bianca. Natalia (Isotta dalle Bianche Mani ) inganna Tristano dicendogli che la sciarpa è nera, che cioè l’altra Natalia non ha risposto al suo appello d’aiuto. Sfinito dal dolore, Tristano muore; poco dopo, accanto a lui, muore dello stesso strazio, sotto gli occhi di Marco, anche Natalia. La morte di Tristano ed Isotta ha come ultimo testimone proprio Marco. Arrivo, così, a questo pensiero:

i legami di sangue sopravvivono all’amore passione.

Al di là del tradimento, vince il perdono.

(12) 1850 1860, Frammento Sneyd 2 , da Tristano e Isotta di Thomas, a cura di Francesca Gambino, settembre 2014, Mucchi.
(13) Il couplet nella metrica francese medioevale indicava un particolare tipo di distico di ottosillabi in rima baciata.
(14) Lais,  Maria di Francia, 2003, a cura di Giovanna Angeli, Carocci (collana Biblioteca medievale)
(15) Jean Cocteau (Maisons-Laffitte,5 luglio 1889 –Milly-la-Forêt,11 ottobre 1963) è stato un poeta,saggista,drammaturgo,ceneggiatore,disegnatore,scrittore,librettista,regista ed attore francese.
(16) Jean Delannoy (Noisy-le-Sec,12 gennaio1908–Guainville,18 giugno 2008) è stato un regista e sceneggiatore francese, molto apprezzato nel suo paese e all’estero.
(17) Affinità: Marco di Cornovaglia mantiene il nome di Marco; Leonello- Caerdino, fratello dell’altra Natalia-Isotta dalle bianche mani, è amico di Patrizio- Tristano. Differenze: nomi dei protagonisti, Natalia per Isotta e Patrizio per Tristano; il filtro, le vin herbé, è preparato da Anna-Brangania e somministrato da Achille, il nano;

DANZA, SALUTAMI IL MONDO
FOTO 4 DANZA
Mercoledì 27 gennaio 2016. Sto studiando, come mai prima, il mito di Tristano ed Isotta. Sono in macchina. Al semaforo, cambio stazione alla radio e mi arriva questa notizia:

[..] questa sera, al Teatro Comunale di Ferrara, andrà in scena, prima ed esclusiva data italiana, su musiche di Wagner, “Tristano & Isotta – Salutami il mondo”, una nuova creazione, con ventidue ballerini sul palco, della coreografa Joëlle Bouvier per il Ballet du Grand Théâtre de Geneve”.

Segno del destino! Tornata a casa, mi do alla ricerca di qualche notizia in più: innanzitutto, le date della tournée. Se vorrò vedere lo spettacolo, dovrò varcare il confine, poiché sarà in replica solo in teatri europei.

“Salutami il mondo” sono le parole che Isotta rivolge a Brangania, dopo aver bevuto il filtro magico, pensando di morire insieme a Tristano; invece del sonno eterno, i due amanti  vivranno una passione senza fine, che li travolge, come sa fare il mare, elemento simbolico portato in scena.

MUSICA, SOGNO D’AMORE
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La musica più nota legata al mito di Tristano e Isotta è quella composta da Richard Wagner.

«Poiché in mia vita non ho mai gustato la vera felicità dell’amore, voglio erigere al più bello dei miei sogni un monumento nel quale dal principio alla fine sfogherò appieno questo amore. Ho sbozzato nella mia testa un Tristano e Isotta; un concetto musicale della massima semplicità, ma puro sangue; col bruno vessillo che sventola in fine del dramma, voglio avvolgermi per morire!».

Con queste parole, in una lettera a Liszt della fine del 1854, Wagner annunciava il proposito da cui sarebbe nato, fra il ’57 e il ’59, Tristano e Isotta:

Tristan und Isolde è un dramma musicale di Richard Wagner, su libretto dello stesso compositore. Capolavoro del Romanticismo tedesco e fondamento della musica moderna, per come si allontana dall’uso tradizionale dell’armonia tonale ( “accordo del Tristano” ).  L’opera si ispira ad una vicenda personale del musicista: l’amore per Mathilde Wesendonck (moglie del suo migliore amico), destinato a restare inappagato. Wagner, nella scrittura, si ispirò ai canti dei gondolieri veneziani e alle atmosfere notturne della città lagunare, dove scrisse il II atto e dove attinse l’idea per il preludio del terzo.

TEATRO, AMORI PERDUTI TRA I BOSCHIFOTO 6 ALESSANDRA CIMATORIBUSIllustrazione di Alessandra Cimatoribus

 

“TRISTAN E LE ALTRE STORIE ”

Nel 2009, AgriTeatro, il cantiere d’arte e di teatro a cui Tonino Conte, nella Cascina San Biagio a Cremolino, nell’Alto Monferrato, partendo dalla storia di Tristano e Isotta, ha proposto un seminario teatrale con testi di Tonino Conte e  Stefano Jacini. A termine del seminario, sono seguiti alcuni incontri-spettacolo nei castelli e nelle cascine della zona.

 

“TRISTAN”

Anni prima, nel 1987, sempre Tonino Conte, con la formula di eventi teatrali estivi, fuori dal palcoscenico, in spazi insoliti, aveva messo in scena, con il Teatro della Tosse, nella zona di Finale ligure, “TRISTAN”  di Alessandro Fo, scrittore e drammaturgo, nipote di Dario.

 

BRUSCELLO POLIZIANO, “TRISTANO E ISOTTA”

Il bruscello è una forma di teatro popolare tradizionale toscano. Il termine bruscello deriva dalla parola “arbusto” ed indica,in dialetto toscano, un ramo frondoso. La rappresentazione è cantata, in ottava rima, generalmente con un  accompagnamento musicale, basato sulla ripetizione di motivetti ed improvvisazioni. Gli argomenti dei bruscelli poliziani raccontano le gesta dei personaggi Reali di Francia, i miti di Orfeo ed Euridice, Tristano e Isotta o personaggi popolari o locali. Nell’agosto del 2013, è stato messo in scena a Montepulciano ( Siena ), per la 74° edizione, il Bruscello Poliziano su Tristano ed Isotta, organizzato dalla Compagnia Popolare del Bruscello di Montepulciano con attori non professionisti.

 

[Se volete far finta di essere a corte o a teatro, restando seduti in poltrona o circondati da altre comodità, potete ascoltare qualche episodio della storia dei nostri amanti, raccontato e musicato dal “Trio Borgonovo, De Mircovic, Zenatti. ]

Ora il cerchio si chiude.FOTO 7 1887, Jean Delville Tristan e Isolda
 Jean Delville, Tristan e Isotta, 1887

Letteratura, cinema, teatro, danza: ogni forma d’arte mi conferma che un cuore innamorato è sempre un cuore giovane, che apprende ad amare dando lo stesso peso a regole ed eccezioni.

Il re ha visto ciò che abbiamo fatto,

è andato a cercare i suoi a palazzo.

Se può, ci farà catturare insieme,

ci condannerà a divenire cenere.

Me ne vado, amore mio,

non temere per la vita,

contro di te non avranno prove

………………………………..

………………………………..

………………………………..

fuggire la felicità per l’esilio,

lasciare ogni gioia per il rischio.

 

È Tristano che parla, cavaliere, amante ma anche musico e cantore.

Per concludere, uso e cambio il motto che vuole la dolcezza in fondo e chiudo in bravura con Roberto Angelini: da un artista del XII secolo ad un cantautore e chitarrista del XXI, per dire che l’amore

è una forza vitale e fatale,

un fuoco che ci fa cenere

e

brucia ancora

 

CENERE, ROBERTO ANGELINI

https://www.youtube.com/watch?v=2tvrPXLO-50

[…]Chi spegnerà il fuoco che dilaga in me

non troverà nessuno, nessun superstite

Chi spegnerà il fuoco che dilaga in me

non troverà nient’altro che, che cenere[…]

Ringraziamenti:

  • per la musica:Roberto Angelini, Bruno Bizzarri, Daniele Celona, Maria Cristina Domenella, Maria Ala-Hannula, Trio Borgonovo – De Mircovic- Zenatti, Leonardo Zunica
  • per la letteratura: Anna Maria Babbi, Monica Longobardi
  • per il cinema: Ivan Moliterni
  • per la danza: Sergio Trombetta
  • per il teatro: Maria De Barbieri

TESTI E SITI DI RIFERIMENTO

  • Tristano e Isotta di Thomas, a cura di Francesca Gambino, settembre 2014, Mucchi
  • Dieci prove di fantasia, Cesare Segre, 2010, L’Arcipelago Einaudi
  • Lais,  Maria di Francia, 2003, a cura di Giovanna Angeli, Carocci ( collana Biblioteca medievale )
  • Tristano e Isotta, Béroul, a cura di Gioia Paradisi, 2013, Edizioni Orso

  • Tristano. Storia di un mito, Arianna Punzi, 2005, Carocci
  • Alessandra Cimatoribus,per l’illustrazione dal libro “Tristano e Isotta e il filtro d’amore che li unì”, edizioni Arka
  • Erica Dalmartello per il blog “Piccoli viaggi musicali”: http://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/

 

LISTA di TESTI ( per i cuori pazienti e curiosi )

Altri componimenti minori s’ispirano alle vicende dei due amanti infelici: le “Folies” di Oxford e di Berna, in antico francese, il romanzo tedesco di Eilhart d’Oberg , “Tristrant”, il poema cavalleresco “Tristan”, del minnesänger( cantore d’amore ) Gottfried von Strassburg, la Saga Norrena da Frate Roberto nel 1226, il romanzo di Tristano in prosa, del XIII secolo, che narra anche altre leggende. Volgarizzamenti successivi sono stati molteplici: in Italia, per esempio, si hanno Tristano Riccardiano e la Tavola Rotonda.

(18) Le date della tournée  http://www.geneveopera.ch/opera_552
(19) Atto I, scena IV, Tristano e Isotta (Tristan und Isolde), Richard Wagner, ( Lipsia, 22 maggio 1813 – Venezia, 13 febbraio 1883)
(20) Tristan e le altre storie, inseguendo gli amori perduti tra boschi e castelli”: Seminario condotto da Tonino Conte, Renato Coccolo e Roberta Bosetti Massimiliano Civica e Gianni Masella
(21) Tonino Conte (Napoli,13 giugno1935) è un regista italiano.
(22) http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/quilisma/Tristano-e-Isotta-2317033.html ; http://www.iltrio.eu/chisiamo.html
(23) Frammento Cambridge, da Tristano e Isotta di Thomas, a cura di Francesca Gambino, settembre 2014, Mucchi
(24/25) Cenere, da Phineas Gage, Roberto Angelini,2012, etichetta Fiori Rari.