Voce fuori campo. Le immagini scorrono rapide. Un B/n soffocante ritrae la città di Portland. I corpi assumono un volto. All’interno di un drugstore, si vedono per la prima volta Walt, che qui ci lavora, e Johnny, giovane messicano clandestino. E’ “desiderio a prima vista”.
Calata la notte, la città profonde il proprio malessere, e così i suoi abitanti. Tra Walt e Johnny si svela un conflitto insanabile: il primo nutre intense pulsioni sessuali per l’altro, il secondo “usa” il primo al fine di sopravvivere.
Trascinatisi dunque consapevolmente in un rapporto naturalmente depravato, essi vivranno un altro tipo di conflitto riproposto interiormente, che malgrado l’apparente necessità, rivelerà, scontratosi con l’ambiente meschino della sua nascita, un bisogno ,o desiderio, più puro: quello di essere amati.
E’ il primo lungometraggio di Gus Van Sant ( in un’intervista ha dichiarato che il precedente “Alice in Hollywood”, 1981 era stato pensato come tale, ma che, probabilmente perché per sua stessa ammissione “era una commedia, ma non faceva ridere”, era stato dimezzato in montaggio ), adattamento dell’omonimo racconto autobiografico di Walt Curtis, qui “voce fuori campo”, e protagonista della vicenda. E’ cinema sperimentale, perché fonde sensismo e lirismo in una prospettiva teorica che svuota dall’interno l’astrattismo, promuovendo una fruizione totalmente immersiva, in cui il “distacco” dalla realtà non è filmico, ma consegue la rielaborazione della stessa. E’ Walt, è la voce fuori campo, che ripercorre insieme a noi il suo passato, il simbolo di questo approccio. Non fa sconti a sé stesso, ammette fin da subito cosa significa Johnny per lui, è desiderio sessuale, e questo non muta. E Johnny ne è schifato, anche questo non muta. Il loro legame, un patto sommesso di reciproco possesso, ha però molto da dire. Van Sant percorre più strade, concede purezza, e mostra depravazione. Nella sequenza sopra citata degli -ismi è il nucleo di tale operazione. La rappresentazione della notte, la “maledetta notte”, è ricercatamente inafferrabile: la luce coglie fugacemente parti del corpo, e nel buio generale, sono i volti a risaltare. Sia Walt che Johnny mostrano sul volto i segni della speranza, la loro gioventù può riscattarsi nell’amore. E forse non conta la natura di un rapporto. Forse, se mai ci vedessimo all’angolo di una strada, non conterebbe neppure che ci parlassimo, perchè sapremmo esattamente che nonostante tutto, ciò che ci unisce vale più di ogni altra cosa.