A Combray ogni giorno, a cominciare dalla fine del pomeriggio, molto prima del momento in cui avrei dovuto essere messo a letto e restarmene lì senza dormire, lontano dalla mamma e dalla nonna, la mia camera da letto diventava il punto fisso e dolente delle mie preoccupazioni. Avevano escogitato, per distrarmi le sere in cui trovavano che avessi un’aria troppo infelice, di darmi una lanterna magica con la quale, aspettando l’ora di pranzo, veniva attrezzata la mia lampada; e che, nello stile dei primi architetti e maestri vetrai dell’età gotica, sostituiva all’opacità delle pareti iridescenze impalpabili, soprannaturali apparizioni multicolori dove alcune leggende erano dipinte come su una vetrata vacillante e momentanea. (M. Proust, Dalla parte di Swann)lan6Alla prematura morte del padre, la diciannovenne Songlian abbandona l’università per divenire la (quarta) moglie del ricco Chen Zuoqin, discendente di una prestigiosa dinastia. L’uomo vive in uno sfarzoso palazzo diviso in più sezioni, ognuna delle quali è dedicata ad una delle amanti: la giovane è stata preceduta dalla più matura Yuru, dall’affabile Zhuoyun e, infine, dall’affascinante cantante d’opera Meishan. Le porte di questa prigione dorata si sono richiuse alle spalle delle tre donne, spogliandole dell’identità e del nome, e vengono ora varcate da Songlian, immediatamente introdotta alle compagne come Quarta Signora. Unico ruolo delle concubine è quello di attirare il marito e padrone entro le proprie stanze per trascorrere con lui la notte, e tradizione vuole che sia una precisa ritualità a illustrare la preferenza dell’uomo: la donna prescelta riceverà un massaggio ai piedi, e la sua residenza sarà ornata dalla luce calda delle lanterne rosse.lan1Songlian si addentra nella corte rettangolare con passo incerto, catalizzando immediatamente le gelosie delle altre donne (delle tre mogli come della propria servitrice Y’ner, che scopriamo aver ricercato e ricevuto, in passato, i favori del padrone). La sua è una rara bellezza, e, soprattutto, è impreziosita dal bagliore della novità, essendo lei l’ultima arrivata. Chen Zuoqin non può che sceglierla come compagna di queste prime notti, e così infatti accade. La ragazza sembra inizialmente non curarsi di ciò — tantomeno delle attenzioni del marito — ed accettare solo passivamente il proprio compito, ma quel che il fascino dell’antica usanza non riesce ad illuminare viene presto avvolto dallo sfolgorio dorato di un diverso prestigio. Sarà un dialogo con Zhuoyun, che inizialmente pare accoglierla con ogni riguardo e premura, a svelarle le potenzialità di questa usanza: essere scelte significa assumere un grande potere, pari a quello di una padrona, entro la casa. lan2Le tenui lanterne perciò rivelano potenti effetti trasfiguratori: rivestite dalla loro luce, è possibile apparire, da serve, signore; divenire, da figure intercambiabili e inermi (al pari di abiti da indossare e di cui poi liberarsi), vere e proprie protagoniste della vita di palazzo, centro nevralgico del microcosmo sponsale e punto di fuga di ogni sguardo e desiderio. L’esistenza delle quattro donne finisce per ruotare unicamente intorno all’elezione del marito, così da poterne gustare i privilegi e spadroneggiare sul resto della casa. Ognuna di loro è costretta ad esaltare la propria particolarità: Meishan fa risuonare la sua incantevole voce per le corti dell’edificio, mentre danza ornata da vestiti eleganti e appariscenti. Zhuoyun maschera la propria meschinità rendendosi più accogliente e materna sia verso il marito, a cui tenta disperatamente di dare un figlio maschio, e quindi una discendenza, sia verso le altre concubine. Pare forse sfuggire a questo vortice di desideri e gelosie la sola Yuru, che si ritira entro la propria vecchiaia; mentre ne viene trascinata Y’ner, che si macera nel rancore verso Songlian e, nascosta nell’ombra del proprio buio stanzino di domestica, replica le rosse lanterne che tanto brama quanto è impossibile riceva.lan7Ogni possibile strategia è messa in campo per prevalere sulle altre, per risaltare rispetto al prezioso fondale, per ottenere quell’unicità e pienezza che solo la preferenza del marito sembra riverberare. Pienezza che la prescelta di volta in volta incarna, che non può che attirare cupidi sguardi ed invidie: e che di essi a sua volta si nutre, in quello che diventa un circolo vizioso. Se il primo massaggio ai piedi era stato ricevuto da una Songlian tanto stranita quanto indifferente, la sua improvvisa negazione è motivo di dolore, e la ragazza non può che tentare di ricercarne il piacere, riproducendolo al suono che sente provenire da un’altro appartamento. In un progressivo quanto pericoloso disancoramento dal reale, stravolto dai chiaroscuri proiettati dalle lanterne, ciò che sembra falso diventa vero — e viceversa. Tutto è rappresentazione, dice Meishan a Songlian in un dialogo insieme e rivelatore premonitore, che si svolge sulla balconata del palazzo: se reciti bene inganni gli altri, se reciti male inganni te stessa e se non sei capace di ingannare te stessa non ti restano che i fantasmi. Tra le mura delle residenze si può nascondere la presenza di un amante in veste di medico, si può fingere una gravidanza, si può ostentare un’amicizia per somministrare veleni: si può infine dissimulare la propria umanità, quando non si è altro che topi, cani e gatti in lotta l’uno con l’altro.lan4Le proiezioni immaginifiche si susseguono e si sostituiscono l’una all’altra con maggiore velocità, e così le tensioni tra le quattro — o meglio cinque — donne si fanno più violente: attirata nella spirale, la prima vittima è Y’ner, seguita rapidamente dalla bella Meishan. Zhang Yimou mette in scena un mondo a sé stante, chiuso ed oppresso dalla forza invisibile della tradizione prima e del desiderio poi, che carica ogni oggetto di un proprio significato, lo rimodella in modo non immediatamente intellegibile dallo spettatore. Ma il gioco è presto scoperto, e lo splendore dello scenario e dei costumi, reso da inquadrature sapientemente calibrate, si rivela mortifero. Come il palazzo che, nel proprio cuore, nasconde un oscuro segreto, così ogni immagine ammaliante ed incantatrice si inverte in fallace e malefica, mentre l’incedere delle stagioni fa da cornice ad un inesorabile sprofondamento dei personaggi nella tragedia. Nell’ultimo capitolo, che è fine e ripresa dell’inizio, la luce annichilente delle lanterne accoglie nello scenario di morte una nuova giovane moglie, mentre Songlian vaga per le stanze facendovi riecheggiare la bella voce della ormai defunta cantante, a cui sembra essersi sostituita: tra gli uomini e i fantasmi, la sola differenza è il respiro.lan5