“Ispirato a una storia vera”. Questa è una delle frasi che compaiono più spesso in trailer e locandine, specialmente – ora più che in anni precedenti – riguardanti film horror. E’ una frase che certe volte fa sorridere, considerando l’improbabilità delle trame di certi film di tale genere. Eppure questa frase si può applicare anche a un altro film, di un altro genere e di un’altra epoca. Sto parlando di un film fantascientifico uscito nel 1984: “The Philadelphia Experiment”.
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Questo lungometraggio basa la sua trama su un avvenimento dalla veridicità discutibile, soggetto per lungo tempo di dibattiti e teorie complottiste. A quanto pare, a Filadelfia nel 1943 un cacciatorpediniere americano svanì nel nulla per poi ricomparire dopo qualche tempo. Secondo diverse fonti, tutto ciò sarebbe avvenuto a causa di un esperimento scientifico che aveva l’obiettivo di rendere le navi da guerra invisibili ai radar tedeschi. Per quanto questo genere di esperimento possa essere stato attuato per davvero, ciò che rende questo caso particolare sono diverse informazioni trapelate da testimoni e studiosi, uno dei quali, lo scrittore Morris Jessup (che investigò anche sull’esistenza degli UFO), morì in circostanze sospette.
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Un dettaglio interessante venne raccontato da un uomo che si dichiarò membro dell’imbarcazione: egli raccontò di essere stato trasportato nel futuro per poi essere riuscito a tornare indietro. Ed è proprio questa la trama del nostro film: a seguito di un esperimento su un cacciatorpediniere, i marinai David Herdeg e Jim Parker (interpretati da Michael Parè e Bobby Di Cicco) vengono catapultati nel 1984. Questi verranno aiutati da una ragazza di nome Allison (Nancy Allen) e braccati dall’esercito e da scienziati americani.
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Per quanto riguarda il regista, si tratta di
Stewart Raffill, autore di “Il Mio Amico Mac” (“Mac And Me”) del 1988, diventato col tempo uno tra i più famosi film cult principalmente  per essere una sorta di copia riuscita male del già celebre “E.T. L’Extraterrestre” di Spielberg. A “The Philadelphia Experiment” seguiranno un sequel nel 1993 e un remake nel 2012.
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Il film in sé risulta molto godibile, anche se un po’ lento in vari punti. Per chi ha seguito la seconda stagione di “The Flash” sarà facile trovare similitudini riguardo a discontinuità temporali. Chi invece è semplicemente appassionato di questo genere riguardante viaggi nel tempo non può di certo perdersi questa piccola perla.